Salvatore: il pennacchio!!

Le immagini scattate oggi, mi accendono ricordi lontani…

14/5/2014

[…] Il sole sta bagnandosi nel mare, un forte vento freddo spazza l’erba alta che circonda il rudere di un antica e nobile abitazione.
Ci fermiamo e leggo.
Il testo mi immerge nell’atmosfera che sto vivendo, è un racconto di un viaggiatore dell’Ottocento.
Sento le parole attorno a me descrivere ciò che vedo e sento.
Sono fuori dal tempo, guardo il sole che scompare nell’orizzonte, il vulcano con il pennacchio, gli uccelli cantano ed il colore comincia lentamente a prendere i toni del grigio.
Tutto come descritto nel libro, guardo Salvatore e lo abbraccio.
Gli suggerisco di andare a trovare un suo amico, 2/3 giorni e di vivere la sua strada pedalando con la bici riparata, portando i suoi bagagli nella cassetta nera di plastica, come quella dei ragazzi australiani incrociati a Messina, come gli stessi ragazzi che pochi giorni prima del mio arrivo avevano dormito nel letto che poi avrebbe ristorato anche me.

“Dalle alture di Monteleone dove ero ritornato e da dove si gode una vista molto varia se non più ampia rispetto alle altre, lasciai cadere gli occhi sulla penisola e sul mare. Il sole al tramonto dorava i flutti e le montagne, la brezza marina mi portava i profumi degli aranci e dei gelsomini; gli usignoli cantavano nei boschi e lo Stromboli che avevo davanti fumava in mezzo alle onde. Il suo pennacchio bianco ondeggiava a piacere del vento nell’azzurro sempre più cupo della sera. Il suo cono bluastro si confuse ben presto con le tinte vaporose del tramonto, e il crepuscolo coprì a poco a poco e scolorò ogni cosa. L’atmosfera era morbida e limpida; impregnato d’aria e di profumi, ridiscesi in città alla luce di un brillante chiaro di luna.”
Charles Didier (Ginevra 1805 – Parigi 1864) Viaggio in Calabria (1830)

Estratto da PazzoDaViaggiare

La tenda

Tratto dal post di ERCOLE tempo libero

“Ciao, sono Andrea, un cuoco Italiano classe ’73,  pedalo per il mondo con uno scopo ben preciso: realizzare e condividere la mia  felicità!

Sono partito sei anni fa in bici, guardaroba minimale e l’essenziale: cucina, materassino, una bottiglia come doccia…
Decine di migliaia di km in bicicletta, altrettanti spingendo, volando, seduto in treno o in affollati taxi: Africa, America, Europa. 30 paesi, migliaia di tramonti, albe…tutto partendo con 200 euro in tasca.
Da un momento all’altro mi trovai a essere quello che avevo sognato da bambino : un viaggiatore!
A dir la verità, dopo svariate migliaia di km, ora sono un senza fissa dimora, un profugo e perciò ho la necessità ed il privilegio di vivere molto nell’ospitalità : case, ville, tenute, stalle, stazioni, scuole, bordelli… in deserti, boschi, savane … credo che mai come nella mia situazione, la frase: “per amare la pioggia devi avere un tetto sopra la testa” sia pertinente.

Continua a leggere “La tenda”

Cos’è la felicità ?

Quel giorno ero solo nel’isola, gli altri non so dove fossero, ed infondo non me ne importava nulla. Una cosa nuova attirava la mia attenzione. Le strade che percorrevano la scogliera, incrociandosi fra loro, formavano quel labirinto percorso da cosi tanto tempo che la lana era finita da cosi tanto tempo che la nudità non mi spaventava più, ora correvano dritte verso l’interno

Non posso donarti la felicità, quel che posso è condurti nella mia.

La felicità sta nel sapere il perché ci sfugge; la felicità non è la fine di uno stato di sofferenza: la felicità non è contraria.

La felicità è uno stato di grazia, la felicità è presa di coscienza, un percorso: un atto di volontà.
La felicità è consapevolezza, tranquillità, quiete: dominio degli impulsi.
La felicità non è uno stato di eccitazione, desiderio, piacere, gioia: la felicità è stabile. La felicità è intinta nelle emozioni, ma non è creata da esse: confondendole correresti il rischio di non riconoscerla più. Continua a leggere “Cos’è la felicità ?”

In viaggio con Kapuścinski

 

Ogni ricordo é il presente

NOVALIS

Ho vissuto sei anni in viaggio. Sono partito a 37 anni nel 2010 da Vicenza. Ho viaggiato in bici, niente alberghi ne ristoranti: non avevo i soldi per tanto. Una gran fortuna quella di viaggiare in povertà, non mi mancava nulla, e quello di cui veramente avevo bisogno era li ad aspettarmi: le persone.Non che mi dispiacesse  star da solo. La bici ti regala momenti di scorrevole introspezione; non uso cuffie per ascoltare la musica , mi piace sentire il presente: il scivolar cella catena, il cigolio del portapacchi carico, il soffiare del vento che accompagna il canto del gallo fin dentro i muscoli tesi nello sforzo. Mi piace capire l’influenza della realtà nel respiro, nel battito del mio cuore fin dentro ai pensieri. Continua a leggere “In viaggio con Kapuścinski”