Sechium edule, un frutto per le future mamme: Vellutata di Sciusciu’ e Castagne

Inauguriamo la categoria ricette di questo nuovo blog con una vellutata di stagione.

L’ingrediente principale è lo Sciusciu’ un frutto della famiglia delle cucurbitacee, che conta una parentela vasta tra cui si  annoverano,  tra le più conosciute: zucche, cetrioli, meloni, angurie. Il suo nome scientifico é Sechium edule ed ha origini Sud Americane dove è conosciuto con il nome di chayote. Sciusciu’ é come viene chiamato in Calabria. Conosciuta con altri numerosi nomi: zucca centenaria, zucchina spinosa, patata spinosa, melanzana spinosa, melanzana americana; a noi è stata regalata, assieme agli altri ingredienti della ricetta da Carmela e Renato amici Calabresi che praticano la pemacultura, perciò : Vellutata di Sciusciu’ e Castagne.

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Cos’è la felicità ?

Quel giorno ero solo nel’isola, gli altri non so dove fossero, ed infondo non me ne importava nulla. Una cosa nuova attirava la mia attenzione. Le strade che percorrevano la scogliera, incrociandosi fra loro, formavano quel labirinto percorso da cosi tanto tempo che la lana era finita da cosi tanto tempo che la nudità non mi spaventava più, ora correvano dritte verso l’interno

Non posso donarti la felicità, quel che posso è condurti nella mia.

La felicità sta nel sapere il perché ci sfugge; la felicità non è la fine di uno stato di sofferenza: la felicità non è contraria.

La felicità è uno stato di grazia, la felicità è presa di coscienza, un percorso: un atto di volontà.
La felicità è consapevolezza, tranquillità, quiete: dominio degli impulsi.
La felicità non è uno stato di eccitazione, desiderio, piacere, gioia: la felicità è stabile. La felicità è intinta nelle emozioni, ma non è creata da esse: confondendole correresti il rischio di non riconoscerla più. Continua a leggere “Cos’è la felicità ?”

In viaggio con Kapuścinski

 

Ogni ricordo é il presente

NOVALIS

Ho vissuto sei anni in viaggio. Sono partito a 37 anni nel 2010 da Vicenza. Ho viaggiato in bici, niente alberghi ne ristoranti: non avevo i soldi per tanto. Una gran fortuna quella di viaggiare in povertà, non mi mancava nulla, e quello di cui veramente avevo bisogno era li ad aspettarmi: le persone.Non che mi dispiacesse  star da solo. La bici ti regala momenti di scorrevole introspezione; non uso cuffie per ascoltare la musica , mi piace sentire il presente: il scivolar cella catena, il cigolio del portapacchi carico, il soffiare del vento che accompagna il canto del gallo fin dentro i muscoli tesi nello sforzo. Mi piace capire l’influenza della realtà nel respiro, nel battito del mio cuore fin dentro ai pensieri. Continua a leggere “In viaggio con Kapuścinski”